Il fenomeno dei monopattini elettrici impazza già da svariati mesi a questa parte, sia come mezzo di trasporto a noleggio o sharing, sia come numero di monopattini acquistati per uso personale. Il target principe di questo particolare mezzo, come da aspettative, sono i più giovani, ragazzi dai quindici ai trent’anni che abitano soprattutto nei grandi centri urbani, dove la micro mobilità è in costante crescita da ormai parecchio tempo, per motivi che spaziano dal risparmio economico, alle spinte verso la diminuzione degli sprechi e dell’inquinamento, e molti altri.

Alcuni appassionati (o perlomeno, frequenti utilizzatori di questo tipo di mezzo o servizio), però, sembrano non aver ben capito la differenza tra un mezzo di trasporto tradizionale e il monopattino elettrico. Durante gli ultimi mesi, forse con la complicità delle temperature più miti e delle vacanze per molti di noi, si sono registrati svariati casi di riders di monopattini elettrici su superstrade, autostrade o in generale strade a grande circolazione. Tutte strade sulle quali, per chi non lo sapesse, è vietata la circolazione a tutti i mezzi che non possono viaggiare a velocità uguale o superiore ai 60km/h circa, a seconda del paese.

All’ostacolo della velocità ci hanno già pensato, gli abusivi riders di monopattino elettrico: non è difficile modificare gli apparecchi in modo da farli diventare più potenti. Nonostante ciò, viaggiare in autostrada con un mezzo del genere non solo rimane contro la legge, ma è anche un rischio enorme per la sicurezza di chi viaggia, in poche parole, su un’asse sostenuta da due ruote larga pochi centimetri, senza protezione alcuna.

In Italia, è diventata virale la notizia di un ragazzo nel veronese che ha spinto il suo mezzo agli 80km/h, mentre da altri paesi, tra cui Russia e Spagna, arrivano video di giovani altrettanto spericolati con il loro monopattino elettrico in autostrada. Forse, ed è proprio il caso di dirlo, qualche regolamentazione in più non nuocerebbe.